Progetto CCM “Promozione della sicurezza nei laboratori che fanno uso di microrganismi geneticamente modificati (MOGM)”

Progetto CCM “Promozione della sicurezza nei laboratori che fanno uso di microrganismi geneticamente modificati (MOGM)”. Referente Scientifico INAIL Dott.ssa Elena Sturchio

All’interno delle azioni centrali del programma di attività del CCM per l’anno 2011, è stata individuata una linea di attività per la diffusione e promozione della formazione ed informazione istituzionale del Ministero della Salute. In tale ambito il progetto proposto dalla Dott.ssa Elena Sturchio intende promuovere la cultura della prevenzione, della sicurezza, nonché la formazione e l’informazione nei luoghi di lavoro, pubblici e privati, che fanno uso di microrganismi geneticamente modificati.

Obiettivi principali del progetto consistevano nell’elaborazione di proposte educative e didattiche, destinate alle Università e alla Scuola:

- iniziative di formazione rivolte a operatori e tecnici specializzati nel campo delle biotecnologie;

- realizzazione di un nuovo DVD come aggiornamento del Cd-rom e del suo manuale “MOGM e sicurezza in laboratorio” realizzati con il precedente progetto CCM;

- realizzazione di prodotti e iniziative formative rivolte agli studenti e ai docenti delle Scuole Superiori, al fine di fornire contenuti di aggiornamento finalizzati ad una acquisizione dei principi generali della sicurezza nell’utilizzo delle biotecnologie.

Allegati Atti Corso formazione studenti e Atti Corso formazione docenti

I prodotti più interessanti realizzati:

DVD quale aggiornamento del CD-rom “MOGM e Sicurezza in Laboratorio”

Il progetto ha previsto l’aggiornamento dei contenuti scientifici del Cd-rom già realizzato con il precedente Progetto CCM, e la costruzione di una nuova veste grafica e di animazione attraverso l’elaborazione e divisione in diverse sezioni specifiche sull’uso confinato di MOGM, composte da testi finalizzati all’informazione e formazione sulle normative, procedure, norme tecniche, etc, sono state create piante strutturali didattiche tridimensionali e animazioni all’interno delle stesse in formato tipo cartoon che possano incuriosire anche le nuove generazioni. Inoltre al suo interno è stato aggiunto un nuovo pulsate dedicato alla Scuola dove sono stati inseriti tutti i prodotti realizzati sull’argomento così come quanto è stato realizzato dalle due scuole (Armando Diaz, Cine TV Rossellini) che hanno contribuito alla realizzazione del progetto (un cortometraggio e un prodotto mutimediale)

Il cortometraggio

L’esperienza 

L’Istituto d’Istruzione Superiore “Roberto Rossellini”, per la sua specificità e unicità nel settore della cinematografia, ha lavorato lavorare in sinergia con l’Istituto d’Istruzione Superiore “Armando Diaz”, precedentemente formato sull’argomento in grado di fornire i contenuti tecnici, per la comune realizzazione di un cortometraggio sulle Biotecnologie. 

“…Il passaggio cruciale della formazione dell'individuo - dalla fase nella quale egli è protetto a quella nella quale apprende a prendersi cura di sé, delle fragilità degli altri e dell’ambiente  (di vita o di lavoro che sia) presuppone il rispetto di conoscenze scientifiche e tecnologiche, dei propri limiti, dell’affidabilità delle strutture, delle competenze terze e della necessità della verifica sistematica di essi.

L’opportunità di trattare in modo non marginale la sicurezza nella scuola va anche nel senso di realizzare la crescita dell'innata curiosità dei giovani, funzione che spesso viene depressa in una scuola disattenta e oberata da vincoli istituzionali, così che possa evolvere nel piacere della verifica “laboratoriale” e sfociare nella matura passione professionale……” (Atti del Corso Biotecnologie e Sicurezza del 27 novembre 2012). 

In quest’ottica la Scuola deve essere considerata un ambiente di lavoro “vero” dove gli studenti possono sperimentare il ruolo di “lavoratori”, e gli Istituti sono quindi da considerarsi “macrolaboratori” sotto il profilo della sicurezza. I laboratori in cui si svolgono esercitazioni pratiche, costituiscono casi reali nei quali mettere in pratica attività di valutazione dei rischi e formazione. 

Metodologia seguita per la realizzazione del cortometraggio:

E’ stato fornito ai ragazzi il testo della scena da realizzare, da studiare e modificare in base ai loro spunti creativi riguardo il linguaggio e l’interpretazione. Gli studenti sono stati aiutati e guidati nella loro attività dagli insegnanti di scienze per quanto riguarda il testo scientifico e dagli insegnanti di  italiano per la dizione corretta nell’interpretazione dei personaggi.

Ambientazione del Cortometraggio

Laboratorio di biologia della scuola

Situazione

Esercitazione in laboratorio: Costruzione di un microrganismo geneticamente modificato (MOGM)

Attori protagonisti (che rappresentano i tre aspetti emozionali che suscitano le biotecnologie)

Uno studente particolarmente “Terrorizzato” dalla manipolazione di MOGM che ha paura di fare l’esperimento e non ha la preparazione corretta.

Uno studente “Sbruffone” ignaro dei possibili rischi derivanti dalla manipolazione di MOGM, privo di interesse e completamente disinformato.

Uno studente “Studioso” che ha la giusta formazione sulle procedure da eseguire in laboratorio nella manipolazione di MOGM, ma troppo attento a correggere i comportamenti errati dei compagni e che finisce per essere lui stesso oggetto di disattenzione durante il proprio esperimento.

Su suggerimento del Prof . Giovanni Gervasi dell’Istituto Rossellini il cortometraggio è stato realizzato in bianco e nero (stile comiche, muto con cartelli)

E’ evidente dal cortometraggio come il mancato rispetto delle procedure, una formazione inadeguata e la disattenzione, sono tra le cause più importanti di rischio in laboratorio e sui posti di lavoro in genere…... anche per la persona più preparata!

E’ stata fornita ai ragazzi una parziale check list dei comportamenti corretti ed errati, che sono stati loro utili per la realizzazione del corto. 

L’idea che sta alla base del progetto, a mio avviso, è quella che sia più semplice indurre i comportamenti corretti nei giovani piuttosto che correggere quelli errati nell’adulto.

COMPORTAMENTI ERRATI

COMPORTAMENTI CORRETTI

via vai di studenti mentre si svolge l’esercitazione

Accesso al laboratorio di personale formato

Uso di oggetti taglienti e siringhe

Uso dei DPI

Uso di centrifughe senza coperchio di sicurezza

Organizzazione spazi lavorativi bancone di lavoro libero da oggetti inutili

Pipettare a bocca

Uso della cappa biologica

Mangiare, bere

Buone prassi di pulizia e smaltimento dei rifiuti

Come messaggio finale, dopo lunghi ripensamenti, è stato scelto lo slogan: 

“Your life is your film”

E un secondo cartello che dice:

La sicurezza non è fiction: applicala con serietà nella vita reale e condividila per realizzare il TUO "lungometraggio"

 “Non è più innovativo considerare che la laboratorialità sia strumento fondamentale nel percorso di apprendimento di un individuo e di sviluppo della sua adeguata capacità di risposta di fronte a situazioni “analoghe” .

E nemmeno possiamo considerare innovativo un cortometraggio tout-court.

Positivamente nuova è invece la sinergica esperienza di docenti e allievi nel realizzare una comunicazione, seria e rigorosa nei contenuti ma frutto del piacere di un’esperienza condivisa ancorché ancora “amatoriale” nella sua prima forma prototipale.

Anche il rispettoso ricorso a qualificate competenze terze rispetto alla scuola, per garantire la qualità di un'informazione corretta, è anch’essa positiva esperienza didattica di metodo.

Chiaro è poi il messaggio culturale del “corto”: al diritto a disporre di sistemi oggettivamente adeguati alla tutela deve corrispondere il dovere di ciascuno di proteggersi (e proteggere) in modo proattivo con la specifica conoscenza.

Positiva occasione per i giovani di costruire essi stessi comunicazione sempre aggiornata e adatta allo scambio efficace nella “totalmente loro” rete di digitale che permette loro di varcare naturalmente quel crinale che da soggetti da proteggere ne fa adulti responsabili.

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