Progetto INAIL Ministero salute

LA SPAIC “BELLEZZA”
La bellezza salverà il mondo
Ma, per “aiutarla” a farlo, occorrerà che sia comunicata, testimoniata e diffusa come indissolubilmente legata al buono e al “giusto”.

Compito tanto arduo quanto indifferibile.
Questo, in sintesi , è quel che è emerso in noi “adulti” coinvolti come docenti nel percorso di educazione non formale su due temi attuali: la riduzione degli sprechi alimentari e il discernimento nella diffusione d’informazioni corrette sulla sicurezza alimentare e i corretti stili di vita.
Di fronte alle evidenze di numeri impressionanti di oggettivo fallimento generazionale nella sola gestione equa e sostenibile delle risorse globali e , incapaci di avere strumenti per distinguere tra vero e falso, i ragazzi “liceali” ai quali ci siamo posti come esperti portatori di conoscenza, hanno manifestato: assenza, scetticismo sulla possibilità dell’umanità d’invertire la rotta verso un’ineludibile disastro.
Figurarsi quel che ritengono di poter fare loro!
Le statistiche sul cibo buono sprecato - che potrebbe sfamare chi di fame soffre e muore, il lato brutto e violento e ottusamente suicida che viene costantemente proposto dai media come caratteristica manifesta dell’”homo sapiens” - semplicemente “non funziona” come stimolo a una positiva e responsabile reazione; almeno per il campione che abbiamo approcciato: studenti degli ultimi anni di IIS di scuole di Roma da noi coinvolte nello sviluppo del progetto SPAIC e della costruzione dello Sportello sulla Sicurezza nell’agroalimentare.
Non ci siamo però voluti arrendere a questa inattesa reazione, per altro tutt’altro che ingiustificata ma non utile a raggiungere gli obiettivi alti di formazione culturale perseguiti dai progetti, promossi da INAIL e dal Ministero della SALUTE.
Abbiamo allora tentato un’altra via: quella ispirata appunto dalla bellezza e dalla positività: quella che caratterizza (abbiamo azzardato in questa convinzione!) il sogno-progetto che ciascun ragazzo custodisce in sé e spesso non lo fa emergere finché…. si spegne.
Abbiamo così usato in termini generali la metodica “nudge” - detta anche della spinta gentile - quella stessa che è stata ragione del recente premio Nobel riconosciuto ai suoi ideatori Thaler e Prize.
Abbiamo così deciso di coinvolgere i “ragazzi” come protagonisti, come attori del processo di comunicazione verso il territorio, passando per le loro famiglie e per l’approccio diretto con le persone direttamente contattabili da loro, in qualche modo spingendoli (appunto senza forzarli) a proporre essi stessi e a realizzare cooperando degli strumenti di comunicazione che potessero poi essere diffusi con i loro consueti sistemi di connessione in rete: gli smartphone e i “social media” con i quali interagiscono.
A questa fase - il cui risultato è testimoniato dalla qualità dei prodotti da loro realizzati (giochi, interviste, fotografie artistiche, cortometraggio e “pezzo musicale rap”) - abbiamo fatto precedere la stimolazione della loro partecipazione realizzando in aula un breve “show motivazionale”.
Abbiamo utilizzato, con la suggestione prodotta da uno spettacolo apparentemente avulso dalla tematica “deprimente” da affrontare, un momento di esortazione visiva e partecipata volta a far emergere la loro creatività indirizzata a un progetto comune che coniugasse finalità etiche rilevanti (alle quali ambiscono i giovani) con l’opportunità di sperimentare libere forme di cooperazione solidale tra loro.
Lo spettacolo, realizzato da un artista-motivatore del nostro staff, ha utilizzato la “magia” della manipolazione di fragili ma duttili bolle di sapone per indirizzarli, sotto metafora , verso la ricerca del “piacere nel fare comune” .
L’aver, in qualche modo innescata, “catalizzata”, la fiducia in loro stessi di essere protagonisti “glocal” di un messaggio positivo e coerente con i principi che abbiamo azzardato e affermato in premessa, è stato il vero successo di questa fase del progetto.
Ma non fuoco di paglia deve essere.
Ed è per questo che abbiamo voluto connettere il progetto SPAIC, che terminerà il suo orizzonte contrattuale nei prossimi mesi, con la sistematica costruzione, miglioramento continuo e gestione del progetto Sportello della conoscenza scientifica e tecnologica nel settore della sicurezza agroalimentare.
Questo darà modo anche al gruppo realizzatore di SPAIC, che in tale esperienza ha acquisito la necessaria armonica funzionalità, di proseguire nel tempo a realizzare un modello di concreta attuazione dell’ineludibile Terza Missione dell’Università (e della Ricerca) ma anche del più generale passaggio di testimone a una generazione di giovani sempre più spesso sconcertati di fonte alle difficili sfide globali che già minacciano con veemenza il loro futuro prossimo.

Uranio Mazzanti

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